-Ma io avevo giurato di proteggerti sempre,

Anche da me stesso!,

E non sono stato capace di tener fede a quel giuramento:

DEVO rimediare!!

-No, limitati ad aver Fede…-, ammonisce lei, -tu non hai il potere di curarmi…

-Invece SÌ, c’è un’ultima cosa che anche un Nero può tentare!!!, e

 

Sentendolo tuonare così, la Consorte sgrana gli occhi; preoccupata, gli stringe il braccio con forza sorprendente

-NO! SO COSA INTENDI, SO A CHI LO FARESTI!!!

 

-Che scelta ho?-, replica il Mago appoggiando la mano sul braccio della Consorte, che insiste nel tenere la presa.

-Sai bene che quella cosa equivale a SRADICARE UN’ERBACCIA CON UN ORDIGNO NUCLEARE! Costerebbe un prezzo troppo alto!!

 

Quindi, leggendo negli occhi del Mago una torbida determinazione, la Consorte insiste

 

-Ascoltami,

A volte m’ha incarognita il pensiero

Che tu non fossi mai tutto mio!

non che volessi far di te il mio famulus, solo che

mi sarebbe bastato  BASTARTI,

essere l’UNICA nella tua vita,

Oltre che la prima – forse pretendevo troppo!,

Forse un cuore inconsciamente ansioso

che i tuoi talenti appartenessero a

lui solo fu frigido/insensibile

O, peggio ancora, ostile alla tua Oscurità…

Forse il Destino mi castiga per questo…

 

-STRONZATE!-, sbotta il Mago strappandosi dalla sua presa -

Poi si rende conto, vedendo la sua Consorte sull’orlo d’un baratro di lacrime

 

e ripensa un intimo dialogo snodatosi fra loro due, molto tempo fa

 

 

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