-Nel più classico dei parchi, dove da alcuni giorni ero un viso noto per la sua tranquillità, avevo finalmente scelto la mia ultima delizia:

 

Una ragazzina mora di circa 12 anni.

 

- Non mi sono mai piaciuti i bambini troppo piccoli

(non si rendono conto di ciò che gli faccio!)

E neppure quelli troppo cresciuti

(mi oppongono troppa resistenza: troppo difficili da controllare, e, peggio ancora, troppo maliziosi e scaltri, non più vergini nella mente!). -

 

E la mia delizia sembrava appunto sveglia, ma ancora inesperta. Deliziosamente ingenua.

 

L’avevo già avvicinata in quei giorni, e bonariamente assecondata nei suoi giochi, e blandita con premurosi regalini.

Finalmente, passeggiavo con lei negli angoli più sperduti del parco,

ed iniziavo a

stuzzicarla con domandine provocatorie sui turbamenti che avrebbe dovuto cominciare a provare,

le domandavo se avesse già cominciato a toccarsi nelle sue intimità, con quel tocco che solo gli adulti conoscono bene.

Insinuavo che avrei potuto insegnarle.

 

E la ragazzina rispose

 

-Tutto qui?

 

Vuoi solo che io desideri essere toccata da te? Che io desideri d’essere scopata  da te?

Lascia che ti spieghi con chi hai a che fare…

La mia anima è stata precoce, imbecille.

Ho iniziato a frequentare la scuola un anno prima del normale, ed avrei potuto iniziare ancora prima, se ne avessi avuto voglia.

Le mie compagne di classe hanno subito fiutato e temuto disprezzatosbeffeggiato la mia diversità ancora ingenua,

e finchè il numero e l’età gliel’hanno permesso hanno persino stampato lividi sul mio corpo più acerbo dei loro;

ma quando ho iniziato a capire, a comprendere la mia superiorità a loro, a

ODIARE,

le/li ho sottoposti ad invisibili, indicibili sevizie, TUTTI!

 

Li ho umiliati di continuo con finta noncuranza, perché si sentissero stupidi – e lo sono!,

dando io agli adulti tutte le risposte che loro non sapevano dare;

ho diretto contro ogni loro sciocca bravata e minaccia le tremende punizioni degli adulti

di cui mi ero conquistata il favore;

infine, ho schiavizzato e ricattato tutti, facendomi pagare a caro prezzo favori ed aiuti che concedevo con finta magnanimità.

 

Ed ORA, non m’insultano più; non mi picchiano più;

… ora, mi leccano… ora, mi TEMONO.

Intanto, vedi?, il mio corpo sta crescendo, cambiando, ornandosi di folta feroce chioma nera, facendosi più solido/scattante, facendosi più… bello.

Dinanzi alla mia Lussuria la Lussuria tua è minuscola, ridicola!

 

Sbigottito, compresi il mio errore. Mi sentii una rozza imitazione della ragazzina che mi fronteggiava – ma pensai: “no, LEI vuol farmi sentire tale!, ma ora vedremo” – e tirai fuori la cinghia, pronto a punirla, ad educare lei e tutti quelli che, come lei, a quell’età m’hanno fatto sentire… stupido, incapace d’avere il controllo come l’avevano loro,

ma sentii le

SIRENE!, gli scatti dei grilletti della

POLIZIA!,

“Qui? Ma come…”

 

La ragazzina sfilò da una tasca un piccolissimo oggetto… un telefono cellulare. In linea. Ecco come voi Poliziotti m’avete rintracciato… e tutte quelle chiacchiere… lei m’ha rincoglionito di chiacchiere per guadagnare il tempo necessario.

 

E mentre m’immobilizzavano e malmenavano,

quella TROIETTA mi stava vicina per

-Sai?, giornali e talk-shows mi stanno già contattando per raccontare la mia… disavventura con te – Grazie a te, la mia carriera sarà più rapida…

GRAZIE DELLA PUBBLICITÀ!

Per RINGRAZIARMI sottovoce!, ti rendi conto? E

 

“Come ho potuto fare simili errori?”, mi domandavo ancora, mentre le manette mi scattavano ai polsi, dandomi un senso strano di fatale protezione.

 

 

(torni indietro?)


(INDICE)

 

 

 

 

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons